Intervista a Gabriella Delfante pubblicata sul
magazine di Donne Impresa Uapi Confartigianato
Donne e Leadership-
Intervista a Gabriella Delfante
Cosa significa
per te il termine Leadership?
La parola Leadership deriva dal verbo inglese To
lead e significa 'condurre', termine che si
discosta notevolmente dall'idea generale del capo
che da troppo imperversa nel sistema. Colui o
colei che conduce è una persona che trovandosi in
prima linea comprende l'importanza di creare
collaborazione e non competizione, competenza e
comunicazione efficace per creare efficienza
anziché insoddisfazione e malumore.
Una Leadership autentica non è mai basata sulla
paura.
Quali sono le motivazioni che ti hanno spinta
ad interessarti di Leadership, da donna?
Molte sono le persone che oggi parlano di
Leadership, poche quelle che propongono lavori
specifici e mirati per le donne.
Indubbiamente il processo che mi ha condotta a
tenere consulenze individuali, formare gruppi e
tenere corsi che riguardano argomenti legati alla
Leadership è del tutto personale.
Nasce vent'anni fa dal desiderio di trovare
risposte soddisfacenti alle tante domande che mi
ponevo, prime delle quali :'Come posso
realizzarmi? Qual è lo scopo della mia vita?' Così
ho iniziato a cercare risposte in ambiti
alternativi, visto che il sistema pareva non
darmene di appaganti. Ho cercato Un altro modo di
relazionarmi inizialmente con me stessa, poi con
il resto del mondo iniziando un percorso senza
fine di ricerca e di auto-conoscenza profonda.
In seguito ho scelto di condividere questo
percorso con tutte le persone che l'avessero
voluto, in special modo con le donne, da sempre
tenute un po' in disparte in questa società ancora
troppo al maschile.
Quali sono gli obiettivi che ti proponi?
Offrire alle donne l'opportunità di
auto-affermarsi senza perdere nulla di sé, di
darsi l'autorizzazione di entrare in contatto e
vivere al meglio il proprio potere, consentire
loro di accettare la possibilità di essere a capo
senza dover necessariamente emulare modelli
virili, di sentirsi al sicuro come donna in
contesti prettamente maschili, puntare sui propri
punti di forza come l'intuizione, la capacità di
ascolto, di accoglienza e ricettività.
Altro obiettivo fondamentale è consentire alle
donne di accettarsi per ciò che sono, tolti la
paura del giudizio e della critica la donna riesce
a dare il meglio di sé ricoprendo ruoli
manageriali con autorevolezza e non con
autoritarismo, eredità da sciogliere senza
indugio.
Dovendo descriverti quali pensi siano le
caratteristiche che ti contraddistinguono?
Al primo posto metterei la mia umanità che non
nascondo! A seguire l'empatia e l'umiltà: non
smetto mai di imparare e per me il bello
dell'esistenza è proprio vedere chiunque come
'maestro' di vita. Ho viaggiato molto, conosciuto
mondi e culture differenti tra loro che mi hanno
aperto la mente e permesso di accettare sistemi di
pensiero molto diversi dai nostri.
Come si svolgono i tuoi corsi?
L'esperienza diretta è tremendamente formativa
quindi a momenti di teoria se ne alternano molti
altri di pratica. Attraverso il vissuto ognuno
trova la propria verità: si riesce in tal modo a
trovare la vera identità, si tolgono gli inutili
orpelli e si giunge in questo modo a contattare la
vera essenza che giace in ognuno e che consente di
trovare l'unico, personale, proprio scopo della
vita e quindi di perseguirlo.
La mediazione dei conflitti è un altro soggetto
che affronto con esercitazioni pratiche ed A/B
process. Sono profondamente convinta che un
conflitto difficilmente si può risolvere, ma si
può mediare con successo, consentendo alle parti
interessate di vivere una situazione
vincente/vincente. Se continua a persistere il
modello vincente/perdente non si otterrà mai un
ambiente collaborativo, né in ambito lavorativo,
né in campo delle relazioni private.
Posso sintetizzare i miei pensieri prendendone un
paio in prestito da Neale Donald Walsch:
Il vero capo
non è chi ha
il maggior numero di esecutori,
ma colui che crea
il maggior numero di capi.
Il vero insegnante
non è chi possiede
il più vasto sapere,
ma colui che riesce a portare
il maggior numero di allievi
alla conoscenza
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